Guide · Ritenuta e cassa
Ritenuta d'acconto e cassa previdenziale in fattura
Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026
Una parcella di un professionista ha quattro righe in più di una normale fattura, e sono proprio quelle a creare confusione: la cassa previdenziale, l'IVA, la ritenuta d'acconto e il netto a pagare. Il problema non è calcolare una percentuale, è l'ordine in cui si calcolano: cambiarlo produce un documento sbagliato anche con le aliquote giuste.
Questa guida mette in fila l'ordine corretto, spiega la differenza — fondamentale — fra rivalsa INPS e contributo integrativo di cassa, elenca i codici che servono nel file XML e chiude con due esempi numerici completi, che puoi rifare con la calcolatrice.
Che cos'è la ritenuta d'acconto
La ritenuta d'acconto è un anticipo sulle imposte che tu pagherai. Il tuo cliente, se è un sostituto d'imposta (un'azienda, un altro professionista, un ente), non ti paga tutta la fattura: trattiene una quota e la versa all'Erario a tuo nome. Ti rilascerà poi una certificazione unica che attesterà quanto ha trattenuto, e quell'importo lo scomputerai dalle imposte in dichiarazione dei redditi.
Non è un costo: è liquidità che arriva più tardi. Due casi in cui la ritenuta non si applica:
- se il cliente è un privato senza partita IVA, che non è sostituto d'imposta;
- se tu sei in regime forfettario: i compensi dei forfettari non sono soggetti a ritenuta, e in fattura va scritto.
Le aliquote
| Tipo di compenso | Aliquota | Base di calcolo |
|---|---|---|
| Compensi di lavoro autonomo (professionisti) | 20% | Intero imponibile |
| Provvigioni di agenti e rappresentanti | 23% | 50% delle provvigioni, con effetto dell'11,5% |
| Provvigioni di agenti con dipendenti o terzi, su dichiarazione | 23% | 20% delle provvigioni, con effetto del 4,6% |
La riduzione della base per gli agenti non è automatica: va chiesta con una dichiarazione al committente, secondo le modalità previste dalla normativa di settore.
Che cos'è la cassa previdenziale
Molti professionisti addebitano in fattura un contributo previdenziale. Sotto questa etichetta convivono però due cose che si comportano in modo diverso, e confonderle è l'errore più comune di tutti.
La rivalsa INPS del 4%
Riguarda i professionisti senza cassa di categoria, iscritti alla gestione separata INPS: consulenti, formatori, molti liberi professionisti non ordinistici. La legge permette di addebitare al committente, a titolo di rivalsa, il 4% del compenso.
Fiscalmente questa rivalsa è parte del compenso. Conseguenze: entra nella base IVA e nella base della ritenuta d'acconto.
Il contributo integrativo di cassa
Riguarda gli iscritti a una cassa professionale: avvocati, ingegneri e architetti, commercialisti, medici, geometri e così via. L'aliquota dipende dalla cassa — spesso 4%, in alcuni casi 2% — e il contributo viene poi girato alla cassa stessa.
Fiscalmente il contributo integrativo non è compenso. Conseguenze: entra nella base IVA ma resta fuori dalla base della ritenuta d'acconto.
Ricapitolando:
| Entra nella base IVA? | Subisce la ritenuta? | |
|---|---|---|
| Rivalsa INPS 4% (gestione separata) | Sì | Sì |
| Contributo integrativo di cassa | Sì | No |
Se c'è un punto di questa guida da ricordare, è questa tabella. L'aliquota è spesso la stessa, il 4%, ma il trattamento è diverso: chiedi al tuo commercialista quale delle due situazioni ti riguarda e impostala una volta per tutte nel tuo programma di fatturazione.
L'ordine dei calcoli
Qualunque sia il tuo caso, la sequenza è questa:
- Compenso (la somma delle righe di dettaglio).
- Più la cassa previdenziale, calcolata sul compenso.
- Uguale base imponibile IVA. Compenso più cassa.
- Più l'IVA, calcolata sulla base imponibile.
- Uguale totale documento.
- Meno la ritenuta d'acconto, calcolata sul compenso (più la rivalsa INPS, se è quello il tuo caso) e mai sull'IVA.
- Uguale netto a pagare: la cifra che il cliente ti bonifica.
Due regole che valgono sempre: la cassa si calcola prima dell'IVA, e la ritenuta non si applica mai all'IVA.
Esempio 1: professionista in gestione separata INPS
Compenso di 1.000 €, rivalsa INPS 4%, IVA 22%, ritenuta d'acconto 20%.
| Compenso | 1.000,00 € |
| Rivalsa INPS 4% su 1.000,00 | + 40,00 € |
| Base imponibile IVA | 1.040,00 € |
| IVA 22% su 1.040,00 | + 228,80 € |
| Totale documento | 1.268,80 € |
| Ritenuta d'acconto 20% su 1.040,00 | − 208,00 € |
| Netto a pagare | 1.060,80 € |
Verifica: la ritenuta si calcola su 1.040 € — compenso più rivalsa — perché la rivalsa INPS è compenso. Il cliente versa 208 € all'Erario a tuo nome e te ne bonifica 1.060,80.
Variante: spese anticipate
Se nella stessa fattura addebiti al cliente, in nome e per conto suo, spese documentate (bolli, diritti, anticipazioni), queste restano fuori sia dalla base IVA sia dalla base della ritenuta: si aggiungono in coda al totale. Con 50 € di spese anticipate, il totale documento diventerebbe 1.318,80 € e il netto a pagare 1.110,80 €.
Esempio 2: professionista con cassa (contributo integrativo 4%)
Compenso di 2.000 €, contributo integrativo di cassa 4%, IVA 22%, ritenuta d'acconto 20%.
| Compenso | 2.000,00 € |
| Contributo integrativo 4% su 2.000,00 | + 80,00 € |
| Base imponibile IVA | 2.080,00 € |
| IVA 22% su 2.080,00 | + 457,60 € |
| Totale documento | 2.537,60 € |
| Ritenuta d'acconto 20% su 2.000,00 | − 400,00 € |
| Netto a pagare | 2.137,60 € |
Qui la ritenuta è 400 € e non 416 €: il contributo integrativo di 80 € resta fuori dalla base. È esattamente la differenza con l'esempio precedente, e con un compenso alto diventa una somma rilevante.
I codici da usare nel file XML
Nella fattura elettronica ritenuta e cassa non si scrivono come righe di testo: hanno blocchi dedicati con codici propri.
Tipo di ritenuta: i codici RT
| Codice | Significato |
|---|---|
RT01 | Ritenuta di acconto, persone fisiche |
RT02 | Ritenuta di acconto, persone giuridiche |
RT03 | Contributo INPS |
RT04 | Contributo ENASARCO |
RT05 | Contributo ENPAM |
RT06 | Altro contributo previdenziale |
Per un professionista persona fisica il codice è RT01. Accanto al tipo vanno indicati
l'aliquota applicata, l'importo della ritenuta e la causale di pagamento (una lettera, per esempio
A per le prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell'esercizio di arte o professione:
la causale corretta dipende dal tipo di compenso e va verificata).
Tipo di cassa: i codici TC
La cassa si identifica con un codice che va da TC01 a TC22, uno per ogni
ente previdenziale previsto dalle specifiche. I più usati:
| Codice | Cassa |
|---|---|
TC01 | Cassa di previdenza e assistenza degli avvocati |
TC02 | Cassa di previdenza dei dottori commercialisti |
TC04 | Cassa di previdenza e assistenza di ingegneri e architetti |
TC07 | ENASARCO (agenti e rappresentanti) |
TC09 | ENPAM (medici) |
TC22 | INPS (è il codice della rivalsa 4% in gestione separata) |
Nel blocco della cassa si indicano l'aliquota, l'importo, l'aliquota IVA applicata al contributo e un campo che dichiara se quel contributo è soggetto a ritenuta: è lì che si traduce, in termini tecnici, la differenza fra rivalsa INPS e contributo integrativo spiegata sopra. Se emetti una nota di credito su una parcella, ritenuta e cassa vanno riportate nella stessa proporzione.
Domande frequenti
La cassa previdenziale entra nella base IVA?
Sì. Il contributo addebitato al cliente, sia la rivalsa INPS del 4% sia il contributo integrativo di una cassa professionale, si somma al compenso e l'IVA si calcola sul totale. Per questo in fattura la cassa va indicata prima dell'IVA.
La ritenuta d'acconto si calcola anche sulla cassa previdenziale?
Dipende dal tipo di contributo. La rivalsa INPS del 4% della gestione separata è parte del compenso e subisce la ritenuta: si calcola quindi su compenso più rivalsa. Il contributo integrativo delle casse professionali, invece, non è compenso e resta fuori dalla base della ritenuta, che si calcola sul solo compenso.
Quanto è la ritenuta d'acconto per un professionista?
Il 20% sui compensi di lavoro autonomo. Per le provvigioni di agenti e rappresentanti l'aliquota è il 23%, ma si applica sul 50% delle provvigioni, con un effetto dell'11,5%; scende al 20% della base, cioè al 4,6% effettivo, se l'agente dichiara di avvalersi in via continuativa di dipendenti o terzi.
Chi versa la ritenuta d'acconto all'Erario?
Il cliente, se è un sostituto d'imposta: trattiene l'importo dal pagamento e lo versa con F24. Ti rilascerà poi una certificazione unica che userai in dichiarazione dei redditi. Un cliente privato senza partita IVA non è sostituto d'imposta e la ritenuta non si applica.
Il netto a pagare è l'importo che il cliente mi bonifica?
Sì. Il totale documento comprende l'IVA, mentre il netto a pagare è il totale meno la ritenuta: è la cifra che riceverai effettivamente. La ritenuta non è una perdita, è un anticipo d'imposta che recupererai in dichiarazione.