Guide · Conservazione

La conservazione a norma delle fatture elettroniche

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026

È l'obbligo di cui si parla meno e che viene disatteso più spesso, perché non ha una scadenza che arriva: nessuno ti manda un avviso se non conservi le fatture a norma. Te ne accorgi anni dopo, quando serve esibire un documento e salta fuori che la cartella sul computer non basta.

La buona notizia è che per le fatture elettroniche esiste una soluzione gratuita, offerta dall'Agenzia delle Entrate, che si attiva in cinque minuti e poi funziona da sola. Questa guida spiega che cos'è esattamente la conservazione a norma, come aderire al servizio gratuito, che cosa copre e che cosa non copre, e quando ha senso rivolgersi a un provider a pagamento.

Che cosa chiede la legge

Fatture emesse e fatture ricevute vanno conservate per dieci anni: è il termine che il codice civile fissa per le scritture contabili e i documenti che le supportano. La conservazione riguarda entrambe le parti: anche il cliente che riceve le tue fatture ha lo stesso obbligo sui documenti che gli arrivano.

Dal punto di vista fiscale conviene guardare un po' più lontano: le norme sull'IVA chiedono di conservare i documenti finché non siano decaduti i termini di accertamento e non si siano definiti eventuali contenziosi, il che in qualche caso può andare oltre i dieci anni.

Perché una copia su disco non basta

Qui sta il punto che sfugge a molti. Il documento informatico da conservare è il file XML, non il PDF: il PDF è una rappresentazione, l'XML è l'originale. E conservare non significa «avere il file»: significa custodirlo con un processo che garantisca nel tempo tre requisiti:

Tecnicamente questi requisiti si ottengono con dei pacchetti di archiviazione che includono i documenti, i loro dati identificativi e un riferimento temporale opponibile a terzi, il tutto chiuso con firma digitale. Una cartella su un disco, un NAS o un servizio di cloud generico non produce nulla di tutto questo: i file ci sono, la prova che siano quelli originali no.

Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate conserva gratuitamente, a norma, tutte le fatture elettroniche che passano dal Sistema di Interscambio: sia quelle che emetti sia quelle che ricevi. Non c'è un costo, non c'è un canone, non c'è un limite di documenti.

Il servizio non è automatico: va attivato aderendo a un accordo di servizio, e questa è l'unica cosa che devi fare. Un'adesione sola, poi il meccanismo lavora in silenzio.

Come aderire, passo per passo

  1. Entra nel portale «Fatture e Corrispettivi» dell'Agenzia delle Entrate, con SPID, CIE, CNS oppure con le credenziali Fisconline o Entratel.
  2. Se operi per conto di una società, seleziona prima l'incarico corrispondente: l'adesione va fatta per il soggetto giusto.
  3. Nella sezione dedicata alla fatturazione elettronica, apri l'area della conservazione.
  4. Leggi e accetta l'accordo di servizio, che descrive condizioni, durata e modalità di esibizione dei documenti.
  5. Conferma l'adesione. Dal momento in cui è attiva, le fatture che transitano dallo SDI vengono portate in conservazione.

Tre avvertenze da tenere a mente:

Che cosa resta fuori

Il servizio dell'Agenzia copre le fatture elettroniche transitate dallo SDI, e soltanto quelle. Non copre:

Per tutto questo l'obbligo di conservazione resta, e va soddisfatto per altra via: su carta, oppure con un servizio di conservazione digitale che accetti anche documenti diversi dalle fatture.

L'alternativa: un conservatore a pagamento

L'altra strada è affidare la conservazione a un conservatore, cioè a un operatore privato che offre il servizio come attività professionale. Normalmente è integrato nel software di fatturazione: emetti la fattura e il documento va in conservazione senza che tu debba passare dal portale dell'Agenzia.

Il costo dipende dal fornitore: a documento, a canone, oppure compreso in un abbonamento. Un conservatore serio mette a disposizione un manuale della conservazione, individua un responsabile della conservazione e garantisce l'esibizione dei documenti su richiesta, anche dopo la fine del rapporto.

Quando conviene

Per la maggior parte dei professionisti e delle piccole imprese, però, l'adesione al servizio dell'Agenzia delle Entrate è sufficiente e costa zero: è la scelta da valutare per prima, e da scartare solo se hai una delle esigenze qui sopra.

Due cose da fare comunque

Tieni una copia degli XML. Non è conservazione a norma, ma è buon senso: se cambi software, se devi girare l'archivio al commercialista, se ti serve ricostruire un periodo, avere i file sotto mano fa la differenza. Un buon programma di fatturazione ti permette di scaricare tutti gli XML di un periodo in un unico archivio compresso.

Non confondere conservazione e consultazione. Nel portale dell'Agenzia esiste anche un servizio di consultazione delle fatture, che richiede una sua adesione e permette di sfogliare i documenti transitati dallo SDI. È una comodità, non adempie all'obbligo di conservazione: sono due servizi distinti, con due adesioni distinte.

Collegamenti utili

Se stai sistemando gli adempimenti dall'inizio, le altre due guide che ti servono sono quella su come funziona la fattura elettronica e quella su codice destinatario e PEC, perché il recapito registrato è la condizione perché le fatture dei fornitori arrivino — e quindi perché ci sia qualcosa da conservare.

Con FATTURE4U ti accompagniamo nell'adesione al servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, e gli XML originali restano scaricabili dall'applicazione quando vuoi. Prova gratis per 15 giorni.

Domande frequenti

Salvare i file XML sul computer è conservazione a norma?

No. Una copia su disco o nel cloud non garantisce integrità, immodificabilità e leggibilità nel tempo, che sono i requisiti della conservazione a norma. Serve un processo che produca pacchetti di archiviazione con riferimento temporale e firma, affidato all'Agenzia delle Entrate o a un conservatore.

Il servizio di conservazione dell'Agenzia delle Entrate è davvero gratuito?

Sì. Si aderisce una volta sola, gratuitamente, dal portale «Fatture e Corrispettivi», accettando l'accordo di servizio. Dal momento dell'adesione l'Agenzia conserva le fatture elettroniche emesse e ricevute che transitano dal Sistema di Interscambio.

L'adesione vale anche per le fatture già emesse prima?

No: il servizio dell'Agenzia delle Entrate conserva le fatture che transitano dallo SDI dall'adesione in avanti. Per i documenti dei periodi precedenti devi aver provveduto per conto tuo, con un conservatore o con un altro servizio.

Per quanti anni vanno conservate le fatture?

Dieci anni, il termine civilistico per le scritture contabili. Dal punto di vista fiscale è prudente tenerle anche oltre, finché non siano decaduti i termini di accertamento o si siano definiti eventuali contenziosi.

Il servizio dell'Agenzia delle Entrate copre tutti i miei documenti?

No, copre solo le fatture elettroniche passate dal Sistema di Interscambio. Restano fuori registri IVA, libri contabili, documenti di trasporto, contratti e le fatture che per legge non transitano dallo SDI, come quelle per prestazioni sanitarie verso persone fisiche.